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CARABINE (bolt action)
Con questo termine
i cacciatori si riferiscono in genere (peraltro
impropriamente) alle armi ad otturatore girevole-scorrevole
o, utilizzando il gergo anglo-americano, armi
«bolt action».
Per inserire la cartuccia nell'unica canna si
aziona un cilindro, l'otturatore, che agendo sul
manubrio è spinto in avanti e ruotato verso
il basso. La rotazione blocca in sede l'otturatore
grazie ad un certo numero di alette che vanno
ad alloggiarsi in appositi recessi ricavati nella
culatta. In questo modo la cartuccia è
«sigillata» nella camera di scoppio,
che forma un corpo unico con l'otturatore chiuso.
Per estrarre la cartuccia si opera in modo inverso:
si ruota l'otturatore verso l'alto, liberando
le alette dai recessi, quindi lo si tira indietro.
Recentemente sono peraltro comparse sul mercato
diverse armi in cui il movimento richiesto all'operatore
per armare l'otturatore è solo rettilineo:
questo tipo di funzionamento non è nuovo
(risale infatti alla fine del XIX secolo) e viene
definito dagli anglosassoni come «straight
pull». Che si tratti di una «bolt
action» o di una «straight pull»,
dopo lo sparo un'apposita «unghia»
(l'estrattore) aggancerà il fondello del
bossolo, che verrà trascinato indietro
e, durante l'arretramento dell'otturatore, sarà
spinto fuori dall'arma (in genere lateralmente)
grazie all'espulsore. L'innesco del proiettile
è attivato da un percussore. Il percussore
è a sua volta spinto da una molla caricata
grazie al movimento dell'otturatore e sganciato
all'occorrenza esercitando pressione sul grilletto.
Normalmente le carabine sono dotate di un serbatoio
o di un caricatore che contiene alcuni colpi,
resi disponibili per una repentina ripetizione.
Di solito, la calciatura, che qui prende il nome
di cassa, prevede calcio e asta in un pezzo unico.
Per ottenere la massima precisione del tiro è
necessario che la meccanica «sposi»
nel modo più preciso possibile l’incassatura.
Quanto alla canna, per la ricerca della massima
precisione si preferisce spesso lasciarla flottante
(ovvero senza punti di contatto con la cassa),
anche se esistono diverse forme di incassatura
che prevedono uno o più punti di contatto
fra canna e legno. Le carabine sono le armi assolutamente
e, a ragione, più utilizzate nella caccia
agli ungulati, per i motivi che qui sintetizziamo:
l’impostazione meccanica le rende intrinsecamente
più precise; sono più robuste; nel
tiro in appoggio stabile, tipico del prelievo
selettivo, il tiratore può ricaricare senza
modificare la posizione del corpo e conservando
l'appoggio; sono disponibili a prezzi inferiori
rispetto ad altri tipi di arma e infine sono offerte
in una grande varietà di calibri. Non a
caso le carabine bolt-action sono lo strumento
principe dei cacciatori «a palla»
di tutto il mondo.
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