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Quando il culo non
aiuta per niente...
________________________________________________________ Inviato il 24/7/04 ___
Seconda licenza, prima patente di guida (18 anni). San Clemente di Leonessa (RI). Apertura 1967. Dopo aver pestato mentuccia e fieno tutta la mattina senza sporcare una canna (mentre tutto intorno a me starne, lepri, quaglie e tortore venivano decimate da altri cacciatori), sento un bisogno corporeo che si fa sempre più pressante. Trovo un posticino nascosto e ombroso ai limiti di un bosco, appoggio il fucile a un tronco, appendo la mia cacciatora a un ramo, mi abbasso i pantaloni e le mutande e mi dedico alla concimazione naturale di una grossa felce. Nel mezzo dell’atto sento un fruscìo nel sottobosco a una ventina di metri da me, e scorgo un leprone immenso che a salterelloni pigri e lenti si muove fra le felci. Con pantaloni e mutande avvolti alle caviglie e col culo al vento e anch’io a salterelloni (però i miei erano frenetici) raggiungo il sovrapposto e senza neanche imbracciare bene avvento una schioppettata quasi a fermo che demolisce la vegetazione mezzo metro al di sopra dell’orecchiona che, essendosi accorta di avere a che fare non con un cacciatore pericoloso ma con un padellaro beccamorto (mezzo nudo per sopramercato), neanche si mette veramente a correre, ma trotta via come uno che si è ricordato d’un appuntamento non troppo importante. Parte la seconda schioppettata, ma anche quella provoca un’emorragia di clorofilla invece che di sangue. Finalmente la lepre capisce che c’è qualcuno che le vuole male, e parte a razzo, sicuramente più impaurita dalle mie maledizioni e conseguente jettatura che del mio piombo inoffensivo. Sempre a culo all’aria saltello verso la cacciatora per afferrare due cartucce e ricaricare, ma ormai la lepre è a cento metri da me e invisibile nel sottobosco. Rimangono soltanto l’umiliazione e due stronzi: uno coricato sotto una felce, l’altro in piedi con un fucile in mano e un culo del tutto inutile esposto alla brezza montana. Larga è la foglia, stretta è la
via, dite la vostra chè ho detto la mia... di Giovanni |