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Per "caccia di selezione" si intende correntemente un tipo di caccia basata sul rispetto di un piano preordinato di abbattimento, diviso per classi di sesso e di età e redatto in base a censimenti e stime secondo un criterio scientifico. Un tipo di caccia quindi, che consente al cacciatore di operare una scelta del capo da abbattere. Si deve considerare la selezione come una parte essenziale della gestione delle popolazioni di ungulati selvatici. Il fine ultimo della caccia programmata in modo selettivo è quindi il mantenimento della densità e della struttura prefissata in una popolazione selvatica, prelevandone esclusivamente l'incremento annuo, la "rendita", senza intaccarne le potenzialità di sviluppo, il "capitale", suddividendo gli abbattimenti nelle diverse classi di sesso e di età. Solo così il tasso di fertilità delle femmine e le probabilità di sopravvivenza dei cuccioli aumentano e la popolazione produce molti più individui. Il termine "selezione" è però un termine ambiguo che ha generato e genera tuttora confusione e fraintendimenti. Selezione, nella critica testuale, indica la scelta tra più varianti che hanno lo stesso valore, oppure tra più congetture ugualmente possibili, ma nella lingua italiana ha sviluppato un significato particolare che contiene in sé un inedito concetto di valore, infatti anche il vocabolario della lingua italiana accredita il significato di "Scelta degli elementi migliori in base a caratteristiche oggettive di qualità e rispondenza in applicazione di criteri funzionali o scientifici" e porta come esempio la selezione zootecnica che è il processo consistente nel far riprodurre soltanto gli elementi migliori di una razza per favorire la selezione naturale, che è poi, a sua volta, l'insieme dei processi che, secondo le teorie darwiniane, consentono la trasmissione ereditaria del patrimonio genetico solamente agli individui più forti e più adatti all'ambiente. Tutta questa dotta introduzione per dire che spesso ancora si considera la selezione solamente un mezzo che ha per fine il miglioramento di una specie attraverso l'eliminazione degli individui peggiori, più scadenti o comunque al di sotto di uno standard prefissato.
   
 
 

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